giovedì 14 luglio 2016

Piano Regione Sicilia Tutela Qualità Aria: Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano d...

Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano di tutela della qualità dell’aria"





Ancora una volta la stagione primavera-estate ha accentuato, in modo evidente, nel territorio dell’area a rischio di crisi ambientale - Augusta, Priolo, Melilli, Siracusa, Floridia e Solarino – i noti fenomeni di puzze e miasmi.
Priolo Gargallo, Legambiente: "Attivare il piano di tutela della qualità dell’aria"E' chiaro che la stagione estiva è sempre più pesante dal punto di vista ambientale e, soprattutto, dall’inquinamento dell’aria, per i cittadini e i lavoratori del polo petrolchimico di Priolo, esposti a microinquinanti e polveri sottili 24 ore su 24. Visto inoltre il frequente ricorrere degli episodi durante la stessa giornata, sarebbe auspicabile l'installazione di sensori fissi nelle varie zone del paese. Lo stesso rapporto annuale sulla qualità dell’aria 2015 presentato dall’Arpa di Siracusa, conferma quanto avvertito sempre dai cittadini residenti nell’area industriale, ovvero, se nel corso dell’ultimo decennio si nota un trend verso la riduzione dei macroinquinanti presenti (SO2, NOX, polveri grossolane) - e ciò grazie al combinato disposto di una legislazione più stringente, di controlli più accurati e, soprattutto, alla dismissione e/o riconversione di diversi impianti, tra i quali la vecchia centrale ad olio combustile dell’Agip con la trasformazione a turbogas della centrale Enel di Priolo e il calo delle produzioni - la qualità dell’aria non può dirsi migliorata in maniera consistente o, quantomeno, in misura tale da essere percepita dalle popolazioni residenti come meno cattiva del passato. Capitolo a parte rappresentano i parametri non normati dal DLgs 155/2010, ma comunque monitorati dalle centraline, quali in particolar modo, Idrogeno Solforato (H2S) e idrocarburi non metanici (NMHC). “Anche nel 2015 - ha affermato il direttore di Arpa di Siracusa Gaetano Valastro - sono state rilevate sostanze inquinanti, provenienti dalle lavorazioni industriali, che non trovano limiti o valori obiettivo nella norma di riferimento, la cui presenza sta all’origine degli episodi di cattiva qualità dell’aria. Tra questi ricordiamo gli Idrocarburi non metanici, l’Idrogeno solforato e altre sostanze solforate a bassa soglia olfattiva”.
Gli idrocarburi non metanici, in particolare, mostrano, nel 2015, un leggero aumento dei valori medi, con valori massimi orari che si attestano anche ad alcune migliaia di µg/m3. L’idrogeno solforato, mostra invece un andamento in discesa rispetto agli anni precedenti, nonostante si continuino a registrare valori che si attestano intorno ai 100 µg/m3, in alcune aree esterne ai centri urbani e intorno ai 20 µg/m3 in aree urbane, determinando le ben note situazioni di disagio olfattivo nella popolazione. "Insomma - afferma Pippo Giaquinta, presidente del circolo Legambiente di Priolo -, la popolazione e i lavoratori possono lamentarsi quanto vogliono ma se non ci sono soglie normative chiare di riferimento non si può far nulla. A questo si aggiunga il non più aggiornato codice di autoregolamentazione che, seppure in misura insufficiente rappresentava un modesto argine all’inquinamento dell’aria".
Lo strumento per normare e risanare la qualità dell’aria ci sarebbe: è il Piano di Tutela della qualità dell’aria che la Regione siciliana – nonostante le procedure d’infrazione e le condanne della Corte Europea – non ha ancora adeguato e attivato. "Proprio per prevenire gli effetti perniciosi della cattiva qualità dell’aria sulla salute delle persone e sull’ambiente - prosegue Giaquinta - è ormai indispensabile e vitale che esso venga subito messo in funzione. Dopo i rilievi del caso – in gran parte già effettuati -, alla luce dei dati sulle emissioni dei vari comparti e sui risultati delle indagini epidemiologiche, si devono dettare le norme e stabilire le misure adatte per risanare l’aria. Laddove, come nelle zone industriali, le emissioni rilevate sono costituite da numerose e diverse sostanze inquinanti per molte delle quali non è ancora vigente un limite normativo idoneo a salvaguardare la salute umana e dell’ambiente, il Piano potrà e dovrà dare precise misure prescrittive, anche in forza del principio di precauzione. Chi non lo fa, ma anche chi non si adopera perché il governo regionale ponga fine a questa nociva omissione e tuteli finalmente aria e salute dei siciliani, si assume una gravissima responsabilità nei confronti del popolo inquinato. Chiediamo pertanto un intervento deciso e urgente di tutte le istituzioni coinvolte e dei parlamentari regionali e nazionali, al fine di regolamentare la gamma dei microinquinanti stabilendo soglie chiare e stringenti e, inoltre, un intervento pressante che obblighi le aziende del petrolchimico ad aggiornare il codice di autoregolamentazione anche per i microinquinanti e gli idrocarburi non metanici NMHC e, infine, dei presidi permanenti 24 ore su 24 con sedi a Priolo-Melilli-Augusta che in costante collegamento e coordinamento con i centri di monitoraggio ambientale facciano da interfaccia con la cittadinanza la quale, soprattutto la notte, è impossibilitata a reagire e ad essere informata su tali fenomeni".

FONTE: 

La truffa ambientale della Sicilia Nuove sanzioni Ue alla Regione? 
GIULIO AMBROSETTI 5 NOVEMBRE 2014
POLITICA – La storia è quella del Piano per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente che i tecnici dell'assessorato al Territorio hanno copiato dalla Regione Veneto. Sulla vicenda interrogazione dell'eurodeputato grillino Ignazio Corraro alla Commissione europea
«In Sicilia il piano ambientale è copiato da quello della Regione Veneto ed cittadini pagheranno di tasca propria l’inadempienza degli uffici regionali dato che l’Europa ha già avviato le procedure di infrazione». 
A riaccendere i riflettori su una questione che qualche anno fa ha sollevato un vespaio di polemiche è il capo delegazione del Movimento 5 stelle al Parlamento europeo, Ignazio Corrao. Il tema, come già accennato, è il Piano regionale di Coordinamento per la tutela della qualità dell'aria e dell'ambiente emanato dall'assessorato regionale al Territorio e Ambiente nel 2007. Una vicenda finita già sui tavoli dei Tribunali.  Questo perché il Piano sembra non avere molto a che vedere con la Sicilia, se è vero che, per l'85 per cento, è stato copiato dal Piano della Regione Veneto e da altre fonti. 
Sulla vicenda Corrao, europarlamentare eletto in Sicilia, ha presentato un'interrogazione alla Commissione europea. 
«Molti Comuni - si legge nell’interrogazione - che ricadono nei comprensori delle città siciliane di Gela, Messina e Siracusa (Aree dichiarate ad alto rischio ambientale dal 1990) da anni sono al centro di manifestazioni di protesta di cittadini, aziende e associazioni ambientaliste a causa dell'inquinamento ambientale. I risultati riguardanti le Aree a rischio, la tutela della qualità dell'aria e la salvaguardia della salute delle popolazioni si sintetizzano oggi in 2 ex presidenti della Regione e 4 ex assessori regionali al Territorio e Ambiente sotto processo per omessi interventi antismog e per il sistema di controlli deficitari, nonostante l'Unione europea abbia destinato risorse comunitarie per oltre 70 milioni di euro" (con molta probabilità, quando Corrao parla di Messina fa riferimento alla Valle del Mela, l'area del Messinese massacrata dall'elettrodotto di Terna). 
Corrao stigmatizza le continue rotazioni di dirigenti e personale operate dal presidente della Regione, Rosario Crocetta: «Rotazioni - sottolinea l'eurodeputato grillino - che non garantiscono un adeguato livello di esperienza e professionalità». 
Il capo delegazione del Movimento 5 Stelle chiede alla Commissione di valutare il caso alla luce della normativa europea. «E se è intenzione della Commissione valutare se l'assessorato regionale al Territorio e Ambiente è in grado di assicurare il rispetto del diritto comunitario». 
Dalla Commissione Europea intanto arriva già una prima risposta. «Nel luglio 2014 - si legge nel testo - è stata inviata al governo italiano una lettera di costituzione in mora, la quale evidenzia le varie carenze del Piano per la qualità dell’aria adottato dalla Regione Sicilia. In base alla risposta ricevuta dall’Italia, la Commissione deciderà sulle eventuali ulteriori azioni da intraprendere».


TG3 PIANO ARIA REGIONE SICILIA COPIATO DAL VENETO di isolapulita








ASSURDITA' PIANO ARIA SICULO COPIATO DAL PIANO RISANAMENTO ARIA DEL VENETO DEL 2000 BOCCIATO DALLA COMMISSIONE EUROPEA, AMBROSETTI

lunedì 27 giugno 2016

Diritto alla Informazione: Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha ...


MAIORANA CALLIOPE VARIANTE SEQUESTRO ABITABILITA' di isolapulita


















 Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra”







Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra”






I pentiti lo indicano come socio e prestanome dell'ex sindaco Vito Ciancimino, di cui fu anche assessore al Turismo. E' stato in affari con l’imprenditore Maiorana, scomparso con il figlio nel 2007. Sequestrati 100 immobili e tre imprese che valgono 15 milioni di euro. Altri sei milioni sequestrati dai carabinieri a un fiancheggiatore dei boss


















Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra”



http://palermo.repubblica.it/cronaca/2016/06/23/news/sigilli_al_patrimonio_del_costruttore_alamia_la_finanza_ha_fatto_carriera_grazie_a_cosa_nostra_-142689164/





Alamia e il giallo dei Maiorana  "... fare sparire due persone"



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Il nome dell'imprenditore salta fuori nell'indagine sull'omicidio dei due costruttori scomparsi nel nulla.



PALERMO - La mattina del 3 agosto 2007 si perdono le tracce di Antonio e Stefano Maiorana, padre e figlio.Pochi mesi fa dal buco nero che ha ingoiato i costruttori sono emerse delle tracce. Per la precisione, la suola in gomma di una scarpa e un sacco con delle macchie di colore rosso. Non conosciamo l'esito delle analisi scientifiche dei carabinieri del Ris. Presto, però, potrebbe arrivare la svolta investigativa. Se così fosse saremmo di fronte alla più macabra delle conclusioni: i Maiorana sarebbero stati ammazzati.







La scarpa e il sacco sono stati trovati in un terreno non lontano da Palermo di cui non è trapelata mai la localizzazione. Un particolare, però, è saltato subito all'occhio degli inquirenti coordinati dai pubblici ministeri Roberto Tartaglia e Francesco Del Bene. La suola e il sacco erano coperti da una grossa quantità di ghiaia, di quella usata per il calcestruzzo. Ghiaia “pulita”, cioè mai utilizzata. Qualcuno, dunque, potrebbe avrebbe potuto utilizzare il materiale nella speranza di consegnare all'oblio i segni di un omicidio.









Come sono arrivati i carabinieri del Nucleo investigativo di Palermo, che avevano già scavato fra Carini, Villagrazia di Carini e Isola delle Femmine, fino al logo del ritrovamento? Ed è in questo contesto che è saltato fuori il nome di Francesco Paolo Alamia. Il dichiarante Massimo Ciancimino e il pentito Francesco Campanella hanno contribuito a indirizzare le indagini sul mondo degli affari, ma la svolta sarebbe arrivata da altri.







Il figlio dell'ex sindaco di Palermo, morto nel 2002, ha raccontato dei propri legami con Antonio Maiorana nella cooperativa Coreca 2000 e della paura che l'imprenditore gli avrebbe manifestato un mese e mezzo prima della scomparsa: temeva che gli accadesse qualcosa. Alamia e Maiorana si conoscevano dagli Ottanta, quando erano soci nella Progea, proprietaria anche del residence “Baia dei sette emiri” di Cefalù. Ed ancora Alamia era pure presente nella Calliope srl, la società che stava costruendo alcune villette a Isola delle Femmine.


Il cantiere della Calliope è l'ultimo posto in cui furono visti i due costruttori. La loro auto, una Smart, fu poi ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto di Palermo, ma dai controlli risultò che i due non avevano preso alcun volo. L'inchiesta è stata chiusa e riaperta. E adesso si indaga per omicidio.

Dieci giorni prima della scomparsa, Alamia e la famiglia Bandiera, proprietaria del terreno, avevano firmato la cessione delle quote della Calliope a Dario Lopez, che ne deteneva già il 50%, e da questi a Karina Andrè, ex compagna di Maiorana padre.

Nel fascicolo dei pm c'è poi l'intreccio di sms e telefonate il giorno della scomparsa: Stefano e Antonio Maiorana, rispettivamente alle 5.51 e alle 5.21, si trovavano in via Primo Carnera a Capaci. Hanno chiamato e ricevuto un sms da Alamia. Alle 6.23 Alamia entrò in contatto con Lopez. La telefonata durò 200 secondi. Non è tutto. L'auto dei Maiorana, una Smart, fu ritrovata nel parcheggio dell'aeroporto tanto da giustificare, almeno a primo acchito, l'ipotesi dell'allontanamento volontario dei due imprenditori. Un personaggio tra quelli vicini ai Maiorana, un'ora e mezzo dopo (alle 7.52), attivò con il suo telefono la stessa cella che copre la bretella autostradale in uscita dall'aerostazione di Punta Raisi. Poco dopo, alle 8.11, venne filmato mentre prendeva un caffè dalle telecamere di un rifornimento di benzina Erg lungo la statale 113 tra Isola e Sferracavallo. E se fosse partito dall'aeroporto dove è stata ritrovata la Smart?

Infine c'è il capitolo intercettazioni. Uno dei primi telefoni a finire sotto controllo è stato quello di Alamia. Che il 4 ottobre 2007 lasciava intendere ad un amico che Antonio Maiorana poteva essere stato vittima del racket, rifiutandosi di pagare il 3% dei lavori ai boss (“E poi presto veniva lui... lo scienziato che era... ci sono andati a parlare di soli... no nascondili nella tasca... a te che ti costa il 3%? Mettiti d'acco... che hanno i coglioni più grossi di lui... basta fare 4 fatture... quattro cose... per raccogliere... avrebbe avuto”).

Alamia non escludeva una lupara bianca: “Una cosa così grave... fare sparire due persone... una che poverino non c'entrava niente... ma perché devo andare a fare queste cose... significa essere belve umane... quindi se il male è proporzionato all'errore che ha fatto, quanto deve essere questo errore?”. Poi aggiungeva che c'erano problemi da risolvere: “C'è merce da pagare... centinaia di milioni di contravvenzioni di cose...”.

Gli investigatori, a quel punto, misero il naso nel mondo dei fornitori. E scoprirono che nel cantiere di Isola avevano lavorato i fratelli Giuseppe e Antonio Di Maggio e Pietro Cinà, considerati vicini ai Lo Piccolo. A ciò si aggiungeva che alcuni sms anonimi, inviati al telefonino di Marco Maiorana, secondogenito di Antonio che decise di togliersi la vita, annunciavano che padre e fratello erano stati ammazzati dal boss di San Lorenzo. Del cantiere di Isola si parlava in una lettera trovata nel covo di Salvatore Lo Piccolo a Giardinello. Pietro Cinà, che si firmava Alfa, scriveva al capomafia per incassare un credito di 74 mila euro per i lavori fatti nel cantiere di Isola. I carabinieri interrogarono i pentiti. Uno di loro, Andrea Bonaccorso, disse: “Con riferimento alla scomparsa dei Maiorana so che i Lo Piccolo avevano fatto pervenire un biglietto da recapitare a Franco Zizo, socio dei Maiorana, per avere informazioni. Ma Zizo aveva risposto dicendo che non ne sapeva nulla. Lo Piccolo non si spiegava l'episodio visto che il cantiere era già a posto. Non era a conoscenza di nulla, precisano che probabilmente si trattava di problemi all'interno del cantiere”.

Nel corso delle indagini saltò fuori anche una lettera scritta da un'altra donna con cui Maiorana aveva intrattenuto una relazione sentimentale. La donna avvertiva la Andrè che il costruttore stava lavorando ad un progetto per un villaggio turistico a Selinunte. Per risolvere alcuni problemi burocratici, aveva cercato agganci con l'amministrazione comunale di Castelvetrano, con un deputato regionale della zona e pure con Giuseppe Grigoli, uomo Despar in Sicilia occidentale, braccio economico di Matteo Messina Denaro. Il ruolo di Maiorana nell'affare di Selinunte è rimasto finora poco chiaro. È emerso che la società incaricata a trattare era stata la Me Svil di cui Maiorana è stato amministratore unico fino al 2004. Successivamente le quote societarie sono passate ad un'altra proprietà. I nuovi soci hanno raccontato di non avere avuto mai a che fare con Maiorana.




http://livesicilia.it/2016/06/24/maiorana_762057/











Giallo Maiorana, svolta nelle indagini: indagati i 2 soci

Accusati di omicidio dalla procura Dario Lopez e Francesco Paolo Alamia, soci dei Maiorana del cantiere di Capaci dal quale scomparvero il 3 agosto del 2007
Giallo Maiorana, svolta nelle indagini:  indagati i 2 soci
ANTONIO MAIORANA 
È la svolta che si attendeva da tempo. La scomparsa degli imprenditori Antonio e Stefano Maiorana è un caso di omicidio. È con quest'accusa che la procura ha indagato Dario Lopez e Francesco Paolo Alamia, soci dei Maiorana del cantiere di Capaci dal quale scomparvero il 3 agosto del 2007. Una svolta sulla quale trapela molto poco. Di certo c'è che carabinieri e magistrati hanno le idee abbastanza chiare.













A portarli sulla strada giusta sarebbe stata un'intuizione felice che avrebbe aperto le porte del movente. L'omicidio sarebbe maturato nell'ambito di contrasti per grossi affari legati ai cantieri edili. Si tratta di contrasti per grosse somme e nei quali si sarebbero inserite anche questioni private. Una storia molto cruda sulla quale è importante lasciare spazio al silenzio, per adesso, per non compromettere le indagini. Gli accertamenti del Ris su una suola di gomma e un sacco, ritrovati a Villagrazia di Carini a gennaio, sono state rinviate a giugno per motivi d'indagine.









L'inchiesta, coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dai pm Francesco Del Bene e Roberto Tartaglia, sarebbe molto complessa e non è escluso nemmeno che ci sia anche la mano della mafia dietro al delitto. Alamia, socio in affari di Maiorana dagli anni Ottanta, è stato anche assessore comunale a Palermo e avrebbe avuto rapporti d'affari con l'ex sindaco mafioso Vito Ciancimino. Indagato per concorso in associazione mafiosa insieme a Dell'Utri e Berlusconi, la sua posizione venne archiviata nel 1997. Dario Lopez, invece, sarebbe stato uomo di mediazione, colui che garantiva la tranquillità del cantiere.



Giacomo Frazzitta, l'avvocato che difende l'ex moglie di Maiorana, Rossella Accardo, aveva offerto spunti investigativi sui soci delle due vittime: messaggi e contatti telefonici sospetti. Gli approfondimenti poi si erano inabissati e l'indagine era stata archiviata. Della pista che portava al cantiere nel 2008 parlò anche il pentito Gaspare Pulizzi, ex braccio destro del boss Salvatore Lo Piccolo: «Lo Piccolo mi aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere».









Nel  gennaio del 2009, poi, si suicida il fratello di Stefano, Marco. Si ricostruì che il ragazzo non aveva retto al dolore, adesso sembra chiaro che era depositario dei segreti del padre e del fratello. D'altronde in una copia di un Topolino era stata trovata anche questa frase: «Con Karina (la donna del padre, ndr) abbiamo distrutto la memoria del pc…Sapevo che quella mattina mio fratello andava a discutere qualcosa di grave e non sono riuscito a trattenerlo».




 

Pulizzi, ritenuto uno dei collaboratori più stretti di Lo Piccolo, in pratica ha ricostruito le strategie del boss, le alleanze e gli obiettivi 
Il pentito rivela anche i retroscena della sparizione dell'imprenditore edile Antonio Maiorana e del figlio Stefano, spariti il 3 agosto scorso. Dietro la scomparsa non ci sarebbe la mano della mafia, ma dei contrasti sorti nell'ambito lavorativo. Pulizzi racconta che "Lo Piccolo aveva detto che la scomparsa dei Maiorana è stata determinata da contrasti interni al cantiere". 

L'imprenditore e il figlio stavano realizzando alcune palazzine a Isola delle Femmine, nel Palermitano, e il 3 agosto si erano allontanati dal cantiere. 
continua su.... 

Comitato Cittadino Isola Pulita 

01/02/2008 
http://www.lasiciliaweb.com/index.php?id=1305 

http://la-rinascita-a-isola-delle-femmine.blogspot.com/2008/01/calliope-italcementi-prefabbricati-nord.html#links 


































http://liberaisoladellefemmine.blogspot.it/2016/03/maiorana-calliope-variante-sequestro.html









PULIZZI EDILIA CALLIOPE LEGNO PIU' LO PICCOLO BANDIERA LOPEZ ACCARDO TRUPIA SALVATORE



ALAMIA,LOPEZ,MAIORANA,CALLIOPE,MEGNA,VERDE AGRICOLO,CIANCIMINO,CINA'PIETRO,GIUSEPPE E ANTONIO DI MAGGIO,ME SVIL,SELINUNTE,ZIZO FRANCO, ZIZO GIUSEPPE COMMISSARIO AD ACTA





 Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra” Alamia e il giallo dei Maiorana "... fare sparire due persone"



Maiorana 1 agosto a Palermo dal notaio... 2 giorni precedono la sparizione

Maiorana dal notaio 2 giorni prima della... di isolapulita











Il 1 agosto 2007 due giorni prima della scomparsa di Antonio e Stefano Maiorana dal Cantiere di Isola delle Femmine dove stavano costruendo un complesso di 50 appartamenti. I Maiorana con Karina (convivente di Antonio e titolare di un pacchetto del 50% delle azioni della Calliope) e DARIO LOPEZ ( Titolare dal luglio 2007 del 50% delle azioni della Calliope ed è genero di Salvatore Bandiera proprietario dell'area edificata della Caliope).
Sono dal notaio per stipulare alcuni rogiti, Antonio Maiorana, appartatosi con DARIO LOPEZ ha un furioso e violento litigio verbale e fisico. MOTIVO?

La sera del 2 agosto 2007 1 giorno prima della sparizione, dal cantiere della Calliope di Isola delle Femmine, di Stefano e Antonio Maiorana.
In un ristorante di sferracavallo si danno appuntamento con il carabiniere Ignazio Pepati uno degli acquirenti di un appartamento della Calliope. Motivo dell'incontro trovare la maniera di far fuori tutte le ditte che avevano appalti di lavoro all'interno del cantiere della Calliope in quanto, secondo il Maiorana dette ditte erano referenti di Dario Lopez, genero di Salvatore bandiera proprietario dell'area su cui si era edificato ed inoltre dal luglio/07 era detentore del 50% delle azioni della Calliope.
Il filmato mette in risalto il carattere violento e sbruffone delll'Antonio Maiorana.
Non si comprende il ruolo che nelle intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?
Non si comprende il ruolo che nelle intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?
Nei giorni precedenti la scomparsa, Antonio Maiorana aveva avuto problemi con l'ex socio in affari Dario Lopez.

Torniamo al massimo tra mezz'ora". Così ha detto Antonio Maiorana al suo capocantiere di Isola delle Femmine (Palermo) mentre si allontanava con il figlio Stefano quel 3 agosto 2007 . Da quel giorno dei due si è persa ogni traccia.

L'auto con cui l'uomo, 47 anni, e suo figlio maggiore, 22, hanno lasciato il cantiere è statra trovata parcheggiata all'aeroporto di Punta Raisi "Falcone e Borsellino". Il Ris dei carabinieri di Messina che l'ha analizzata ha rilevato soltanto le impronte dei due scomparsi.

I loro nomi non figurano negli elenchi dei passeggeri in partenza. Antonio Maiorana, consulente per una società immobiliare di Isola delle Femmine, la "Calliope", la mattina della scomparsa ha lasciato il suo appartamento alle 6,30 di via delle Croci a Palermo, dove vive insieme alla compagna argentina Karina Gabriela André. per recarsi in cantiere con il suo scooter.

Intorno alle 7 è arrivato con la sua Smart bianca nuova il figlio Stefano, che vive in un appartamento di via Arimondi con il fratello Marco, l'altro figlio nato dal matrimonio con Rossella Accardo. Alle 7 e un quarto i due hanno preso un un caffè con il capocantiere. Poi sono andati via con l'auto, che aveva ancora la targa provvisoria, lasciando lo scooter. I telefoni cellulari di Stefano e Antonio Maiorana sono risultati risultano irraggiungibili rispettivamente dalle 8 e dalle 10.

La chiave della duplice scomparsa per gli inquirenti sarebbe da individuare nella vicenda della "Calliope Immobiliare". La ditta stava costruendo a Isola delle Femmine una cinquantina di appartamenti finanziati come edilizia popolare ma venduti in realtà come residenziali. Antonio Maiorana, che ha lavorato fin da giovane nell'edilizia a fianco dello zio, un uomo vicino a Vito Ciancimino, era consulente della Calliope.

Un mese circa prima della scomparsa ha rilevato metà delle quote della società intestandole a Karina André, non potendo farlo lui direttemente perchè protestato. A pochi giorni del 3 agosto l'uomo avrebbe dettto alla compagna non farsi vedere in giro. Il 6 agosto Karina André, insieme con Marco Maiorana, si è recata dai genitori di Antonio Maiorana per lasciare una busta sigillata, dicendo che sarebbe tornata da loro venti giorni dopo per riprenderla.

Ci sono i movimenti, innanzitutto. I tabulati, ricostruiti dal legale con la consulenza tecnica dell'esperto Pietro Indorato, indicano la presenza di Stefano e Antonio Maiorana, fra le 5,21 e le 5,51 della mattina del 3 agosto 2007, in via Primo Carnera a Capaci, da dove hanno chiamato e ricevuto un sms da Francesco Paolo Alamia. Alle 7,52, poi, un personaggio vicino ai Maiorana attiva la cella della bretella autostradale in uscita da Punta Raisi e una ventina dopo viene filmato fra Isola delle Femmine e Sferracavallo. Elementi, questi, che hanno spinto Frazzitta a chiedere un controllo sulla zona dismessa di una vecchia fabbrica. Dove ritengono che possano essere seppelliti i corpi.


Maiorana 2 agosto 2007 sera ristorante... di isolapulita







Ci sono i movimenti, innanzitutto. I tabulati, ricostruiti dal legale con la consulenza tecnica dell’esperto Pietro Indorato, indicano la presenza di Stefano e Antonio Maiorana, fra le 5,21 e le 5,51 della mattina del 3 agosto2007, in via Primo Carnera a Capaci, da dove hanno chiamato e ricevuto un sms da Francesco Paolo Alamia. Alle 7,52, poi, un personaggio vicino ai Maiorana attiva la cella della bretella autostradale in uscita da Punta Raisi e una ventina dopo viene filmato fra Isola delle Femmine e Sferracavallo. Elementi, questi, che hanno spinto Frazzitta a chiedere un controllo sulla zona dismessa di una vecchia fabbrica. Dove ritengono che possano essere seppelliti i corpi.

La novità verrebbe dall’incrocio tra i tabulati che indicano la presenza di Stefano e Antonio Maiorana, fra le 5.21 e le 5.51 della mattina del 3 agosto2007, in via Primo Carnera a Capaci, da dove hanno chiamato e ricevuto un sms da Francesco Paolo Alamia, con quelli che individuano un personaggio vicino ai Maiorana nella zona della bretella autostradale in uscita da Punta Raisi alle 7.52.
Lo stesso personaggio viene filmato una ventina di minuti dopo fra Isola delle Femmine e Sferracavallo. Elementi, questi, che hanno spinto Frazzitta a chiedere un controllo sulla zona dismessa di una vecchia fabbrica dove potrebbero essere seppelliti i corpi.
La sera del 2 agosto 2007 1 giorno prima della sparizione, dal cantiere della Calliope di Isola delle Femmine, di Stefano e Antonio Maiorana.
In un ristorante di sferracavallo si danno appuntamento con il carabiniere Ignazio Pepati uno degli acquirenti di un appartamento della Calliope. Motivo dell'incontro trovare la maniera di far fuori tutte le ditte che avevano appalti di lavoro all'interno del cantiere della Calliope in quanto, secondo il Maiorana dette ditte erano referenti di Dario Lopez,  genero  di Salvatore bandiera proprietario dell'area su cui si era edificato ed inoltre dal luglio/07 era detentore del 50% delle azioni della Calliope.
Il filmato mette in risalto il carattere violento  e sbruffone delll'Antonio Maiorana.
Non si comprende il ruolo che nelle intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?


La sera del 2 agosto 2007 1 giorno prima della sparizione, dal cantiere della Calliope di Isola delle Femmine, di Stefano e Antonio Maiorana.
In un ristorante di sferracavallo si danno appuntamento con il carabiniere Ignazio Pepati uno degli acquirenti di un appartamento della Calliope. Motivo dell'incontro trovare la maniera di far fuori tutte le ditte che avevano appalti di lavoro all'interno del cantiere della Calliope in quanto, secondo il Maiorana dette ditte erano referenti di Dario Lopez,  genero  di Salvatore bandiera proprietario dell'area su cui si era edificato ed inoltre dal luglio/07 era detentore del 50% delle azioni della Calliope.

Il filmato mette in risalto il carattere violento  e sbruffone delll'Antonio Maiorana.

Non si comprende il ruolo che nelle intenzioni di Antonio dovrebbe svolgere il Signor Ignazio Pepati. perchè Antonio Maiorana si rivolge proprio al Signor Pepati?

Nei giorni precedenti la scomparsa, Antonio Maiorana aveva avuto problemi con l’ex socio in affari Dario Lopez.

Torniamo al massimo tra mezz’ora”. Così ha detto Antonio Maiorana al suo capocantiere di Isola delle Femmine (Palermo) mentre si allontanava con il figlio Stefano quel 3 agosto 2007 . Da quel giorno dei due si è persa ogni traccia.

L’auto con cui l’uomo, 47 anni, e suo figlio maggiore, 22, hanno lasciato il cantiere è statra trovata parcheggiata all’aeroporto di Punta Raisi “Falcone e Borsellino”. Il Ris dei carabinieri di Messina che l’ha analizzata ha rilevato soltanto le impronte dei due scomparsi.

I loro nomi non figurano negli elenchi dei passeggeri in partenza. Antonio Maiorana, consulente per una società immobiliare di Isola delle Femmine, la “Calliope”, la mattina della scomparsa ha lasciato il suo appartamento alle 6,30 di via delle Croci a Palermo, dove vive insieme alla compagna argentina Karina Gabriela André. per recarsi in cantiere con il suo scooter.

Intorno alle 7 è arrivato con la sua Smart bianca nuova il figlio Stefano, che vive in un appartamento di via Arimondi con il fratello Marco, l’altro figlio nato dal matrimonio con Rossella Accardo.  Alle 7 e un quarto i due hanno preso un un caffè con il capocantiere. Poi sono andati via con l’auto, che aveva ancora la targa provvisoria, lasciando lo scooter. I telefoni cellulari di Stefano e Antonio Maiorana sono risultati risultano irraggiungibili rispettivamente dalle 8 e dalle 10.

La chiave della duplice scomparsa per gli inquirenti sarebbe da individuare nella vicenda della “Calliope Immobiliare”. La ditta stava costruendo a Isola delle Femmine una cinquantina di appartamenti finanziati come edilizia popolare ma venduti in realtà come residenziali. Antonio Maiorana, che ha lavorato fin da giovane nell’edilizia a fianco dello zio, un uomo vicino a Vito Ciancimino, era consulente della Calliope.

Un mese circa prima della scomparsa ha rilevato metà delle quote della società intestandole a Karina André, non potendo farlo lui direttemente perchè protestato. A pochi giorni del 3 agosto l’uomo avrebbe dettto alla compagna non farsi vedere in giro. Il 6 agosto Karina André, insieme con Marco Maiorana, si è recata dai genitori di Antonio Maiorana per lasciare una busta sigillata, dicendo che sarebbe tornata da loro venti giorni dopo per riprenderla.

In seguito la donna ha negato di averla ritirata, smentita dal padre di Antonio Maiorana, precisando che il compagno le aveva detto di consegnarla ai genitori e che sarebbe servita a settembre. Sul contenuto della busta non è mai stata fatta chiarezza.
Il territorio da cui i Maiorana sono scomparsi è notoriamente sotto stretto controllo mafioso, in particolare, all’epoca,  dei Lo Piccolo. La pista mafiosa sarebbe confermata da un sms ricevuto da Marco Maiorana (“Sono stati vittime della lupara bianca”),  ma sembrerebbe smentita dalle risultanze di indagini e arresti di personaggi di spicco della cosca dominante a Isola delle Femmine.





'Non archiviate il caso Maiorana'

DARIO Lopez, socio in affari di Antonio Maiorana, era a Cinisi la mattina del 3 agosto del 2007, il giorno della scomparsa dell' imprenditore e del figlio Stefano. A sostenerlo davanti al gip Maria Pino è stato l' avvocato Giacomo Frazzitta, che difende l' ex moglie di Maiorana, Rossella Accardo, durante l' udienza per decidere sulla richiesta di archiviazione del fascicolo contro ignoti, presentata dalla Procura. Il difensore ha presentato i tabulati dei contatti telefonici di Lopez e l' altro socio, Paolo Alamia, ma il giudice ha deciso di non mettere agli atti tutta la documentazione. Intanto, dopo oltre tre anni dalle indagini, ieri è emerso che una telecamera dell' aeroporto di Punta Raisi haripreso i Maiorana poco prima della scomparsa. È proprio in aeroporto che la loro Smart è stata ritrovata il 3 agosto. Un giallo dato che i tecnici quel giorno avevano rilevato che le telecamere non erano funzionanti. Dai contatti telefonici emerge che il cellulare di Lopez alle 7,52 del giorno della scomparsa ha agganciato la cella di via Regia Trazzera Marinaa Cinisi, proprio vicino l' aeroporto. Cosa diversa rispetto a quella raccontata da Lopez, che ha sempre detto di avere lasciato Cinisi dopo avere incontrato Maiorana nel cantiere di Isola delle Femmine intorno alle 6. Qualcuno, però, avrebbe chiamato Lopez, ma lui non ha risposto. Nella memoria difensiva presentata al giudice ci sono altre richieste di accertamenti. Antonio Maiorana il giorno della scomparsa ha utilizzato un cellulare diverso dal suo, nel quale ha inserito la sua carta simper mandare un messaggio a Paolo Alamia, un altro socio. Frazzitta ha chiesto di acquisire i dati relativi all' Imei. I telefonini di padre e figlio non sono mai stati ritrovati. L' avvocato ha anche richiesto che venga risentito uno degli impiegati del cantiere di Isola delle Femmine. Nell' officina di un suo amico il giorno della scomparsa dei Maiorana è stata riparata la Mercedes Classe A di Dario Lopez. Inoltre, i Maiorana - emerge dai tabulati dei loro cellulari - sono stati localizzati vicino ad uno stabilimento di Isola delle Femmine, di proprietà del suocero di Lopez. E su questo stabilimento si chiedono delle nuove indagini con un georadar. Il sospetto è che i resti dei corpi di padre e figlio possano trovarsi lì. Infine, l' avvocato ha anche presentato un accertamento dei carabinieri sul tappetino lato guida della Smart di Stefano Maiorana nel parcheggio dell' aeroporto di Punta Raisi. C' è il genotipo di un uomo, al momento ignoto, e per il quale Frazzitta chiede la comparazione con Pietro Cinà, Giuseppe Zerzo e Dario Lopez. Il gip si è riservato la decisione, che dovrebbe arrivare prima dell' estate.
ROMINA MARCECA

La storia della sparizione di Antonio e Stefano Maiorana e del Suicidio di Marco attraverso la ricostruzione di Rossella Accardo
ANTEFATTO:




Cronistoria caso Maiorana di isolapulita






Antonio Maiorana conosce F.sco Paolo Alamia grazie allo zio materno Giuseppe Contarini.
Poco più che adolescente Antonio, figlio unico di Vincenzo Maiorana e Rosalia Contarini(entrambi nativi della provincia di Messina), fortemente motivato dal desiderio di affermazione personale…si in termini professionali (puntava al conseguimento di una laurea in Ingegneria edile)che economici;
riconosce nello Zio Pippo il perfetto riferimento per costruire la sua scalata, all’interno di una realtà operativa che si afferma nell’ambito dell’edilizia cooperativistica.
Trascorreranno circa 10 anni prima che lo Zio Pippo venga meno in circostanze alquanto repentine:
la sua morte improvvisa sarà comunque addebitata ad un infarto folgorante!…il giorno precedente la notte della dipartita, lo trascorremmo insieme in giro per sopralluoghi nel trapanese.
Ci riferì, fra l’altro, della sua salute di ferro e del recentissimo “CEKAP” che aveva effettuato in Svizzera…a conferma di una condizione fisica che faceva invidia ad un giovane!
Il giorno dopo era non era più fra i vivi.

Da quel momento Antonio cercò riferimento fra le persone più vicine allo Zio… fra questi Francesco Paolo Alamia, gli dava più affidabilità anche a fronte della conoscenza acquisita sin dall’inizio del rapporto lavorativo con lo Zio materno.

Presumibile che, nel tempo, l’interazione tra i due (F.sco Paolo ed Antonio) abbia affinato e costruito complicità a tanti livelli…tant’è che all’atto dell’avvio del cantiere in via Del Levriere nel comune di Isola delle Femmine(PA), Antonio Maiorana già fungeva da Consulente finanziario… in termini di interfaccia tra l’Istituto di Credito preposto per l’erogazione del finanziamento agevolato e l’Impresa che concretamente eseguiva i lavori edili .
Circa venti giorni prima della scomparsa di Stefano ed Antonio Maiorana, il subentro di Karina Gabriela Andrè – proprietaria del 50% delle quote della Società Calliope – permise ad Antonio di intestarsi il ruolo di Procuratore e di gestire anche “stipendi” per i miei Figli… e per la sig.ra Karina… in ragione di Euro 500,00 alla settimana!
Fui tenuta all’oscuro di tutto…mi fu negato l’accesso in via del Levriere…Mentre Marco si portava giornalmente in cantiere, Stefano si occupava di pratiche legali e notarili…finchè:

3 AGOSTO 2007 h 6:00
- Stefano Maiorana si accinge ad uscire da casa (un appartamento posto al 7° piano di Via Arimondi a Palermo)Si muove e si veste velocemente…vuole essere in cantiere prima che arrivino gli operai.
Sveglia il Fratello Marco e gli porge una busta formato A4 affinchè cerchi all’interno della stessa un documento(scrittura privata traducibile in riscossione di Euro 100.000,00 per varianti in corso d’opera e “gettone” da riconoscere al primo acquirente) intestato a tale Sig. Culella, subentrante acquirente di un appartamento in corso di realizzazione all’interno del cantiere edile in via Levriere ad Isola delle Femmine(PA)
h 6:50
- raggiunto il cantiere edile, Stefano invia un sms alla Sua ragazza informandoLa d’essere arrivato a destinazione e confermando che avrebbero pranzato insieme.
h 7:00
- sopraggiunto Dario Lopez, si porteranno al bar Time con l’auto di Stefano per un caffè.
Anche il barista riferirà che alla guida c’era Dario…pare che Stefano abbia voluto fargli provare l’auto nuova per ” …prìo…”(gergo siciliano per esprimere il piacere di condividere con gli altri ciò che è tuo).
h 7:30(quanto di seguito sempre riferito da Dario Lopez)
- Stefano ed Antonio Maiorana(aveva raggiunto il cantiere con la sua moto, partendo da via delle Croci dove abitava con Karina Gabriela Andrè) si allontanano, dal cantiere edile – in via del Levriere - gestito dalla “Calliope”, con l’auto di Stefano(una Smart nuova fiammante…ancora con targa prova). Antonio avrebbe detto: “…mi allontano con mio Figlio per una decina di minuti…”
h 8:00
- Marco Maiorana, quella mattina particolarmente preoccupato, prova a chiamare Stefano al n° 3495759060ma il telefonino risulta spento o irraggiungibile…Prova a chiamare il padre, ma il tel. squilla a vuoto finchè non s’interrompe la linea. Insisterà, invano, per più di un’ora nel cercare un contatto con il fratello e con il padre
h 9:45
- Marco decide di andare personalmente ad Isola delle Femmine; sapeva che il padre avrebbe incontrato il direttore del Banco di Sicilia di Isola alle h.10:00
h 10:15 circa
- Marco raggiunge la Banca di Isola ma di suo padre e di suo fratello nessuna traccia, né telefonate di rinvio dell’appuntamento; si dirige verso il cantiere di via del Levriere, che raggiungerà in pochi minuti. Stranamente troverà il cantiere “deserto”…a Suo dire non c’era nessuno dei responsabili che abitualmente vi stazionavano, per sovrintendere i lavori, come aveva constatato nei 20 giorni precedenti…
La sua preoccupazione aumentò a dismisura, per cui pensò di informare Karina
N.B. per volontà del padre Antonio, Marco si era portato giornalmente in cantiere per disbrigare una serie d’incombenze per conto dello stesso…a fronte del nuovo ruolo che questi aveva maturato: procuratore di Karina Gabriela Andrè, nuova socia al 50% della società edile Calliope.
La “Calliope” vedeva soci: Maria Bandiera – in rappresentanza di Salvatore Bandiera, proprietario dell’area su cui si realizza il complesso residenziale – e Gaetano Alamia – in rappresentanza dell’Ing. Paolo Alamia, curatore della cooperativa dal finanziamento al progetto. Antonio Maiorana, a fronte di un contratto d’incarico professionale, era designato al ruolo di consulente finanziario…quale interfaccia tra il Banco di Sicilia e la cooperativa edile, al fine di gestire i S.a.L.
Nel tempo, Antonio Maiorana, si era dichiarato insoddisfatto della remunerazione contrattuale ( € 50.000,00) ed aveva ambito al raddoppio vantando meriti nell’espletamento del ruolo che altri consulenti non avrebbero saputo maturare.
Troveranno un compromesso, lievitando di altri € 25.000,00 a favore di Maiorana, l’importo iniziale…Con l’avanzamento dei lavori , nonché il buon esito dell’operazione imprenditoriale, Antonio Maiorana torna a chiedere che gli sia riconosciuto un “gettone premio”e/o cmq un ulteriore integrazione economica alle sue spettanze pena:
avrebbe congelato l’ultima trance di mutuo che la banca doveva elargire, a fronte del
“fine lavori”…, causando il fallimento di tutta l’operazione.
Offrirà, come alternativa, il subentro di Karina Gabriela Andrè (sua compagna di vita)
in ragione del 50% delle quote societarie.
I vecchi soci, “frastornati” dall’incalzare del Maiorana, provano a ricondurre tutto a più miti consigli…ma il Maiorana (forte, fra l’altro, di elementi di ricatto aggiunti…pare anche rispetto alla vita privata dei vecchi soci) rilancia e riesce – con la compiacenza apparente di Dario Lopez, genero di Salvatore Bandiera - a far trasferire le quote dei
Bandiera a Karina Gabriele Andrè, mentre le quote degli Alamia passano a Dario Lopez.
Il notaio Li Puma, amico di vecchia data di Antonio Maiorana, sarà arbitro di questo evento…avallando il trasferimento delle quote anche in assenza dei Bandiera e degli Alamia.
Mio Figlio Marco stesso – dissociandosi dai comportamenti di Antonio Maiorana - mi riferirà che il padre aveva fatto una “furbata”in barba a tutti!
h 13:30 circa
- rientrato in città, dove incontrerà Karina, decide di ritornare in cantiere insieme alla compagna di suo padre. Raggiunto il cantiere, dopo la pausa pranzo, si confronteranno con Dario Lopez che, preso atto di quanto riferito da Marco e interrogato rispetto a cosa possa essere successo, condivide la scelta di fare una denuncia di scomparsa.
Quella sera Marco Maiorana e Karina Gabriela Andrè andarono al commissariato di polizia (pare Commissariato Libertà) ma la lunga attesa e l’ora tarda, suggerì loro di rinviare tutto al giorno dopo.

4 AGOSTO 2007 h 9:30 circa
- Marco, con fare circostanziato, chiama Franco Tusa…invitandolo a portarsi in via Delle Croci, presso l’appartamento in cui vivevano Suo padre e Karina Gabriela Andrè.
Raggiuntili in breve, il Sig. Tusa raccoglie le istanze di Marco che gli riferisce quanto accaduto il giorno prima ed aggiunge : “ non so come dirlo alla mamma…so che ne morirebbe…credi che io e Karina siamo in pericolo?…”
Intanto, mattino presto, Karina aveva già chiamato qualcuno per sostituire la serratura di casa e chiedeva scrupolosamente - anche al Sig. Tusa – di staccare la batteria del telefono temendo d’ essere intercettati rispetto a quello che stavano discutendo.
h 14:00 circa
Incontro il sig.Tusa che mi riferisce: “ Tuo Figlio Stefano è scomparso insieme ad Antonio…da ieri mattina non rispondono neanche al telefono…”
Marco non ebbe il coraggio d’informarmi e dovette affidare ad altri l’onere di darmi la notizia che non avrei mai voluto ricevere…laddove, peraltro, allertavo continuamente i miei Figli :”…se papà Vi chiede di firmare qualcosa… se vuol coinvolgerVi in qualche attività che attiene il suo lavoro…DISERTATE!…condividete il momento in pizzeria, al cinema, al mare…ma DISERTATE qualunque invito che possa portare le vostre giovani vite in guadi, con la promessa di facili guadagni…”

Pensai ad un incidente con l’auto…solo questo poteva impedire a mio Figlio Stefano un contatto con suo fratello…
Senza preoccupare oltremodo Marco, gli dissi di portarsi dai carabinieri di zona per la denuncia…io lo avrei raggiunto li.

Marco arrivò prima di me…io mi trovavo a Pioppo-Monreale e la strada era intasata. Durante il tragitto sollecitavo il maresciallo Collura, che già si trovava al cospetto di Marco, di stornare un elicottero in perlustrazione nel territorio circostante il cantiere da cui si erano allontanati Stefano ed il padre…convinta che avrebbero trovato l’auto di mio figlio ribaltata da qualche parte…con i passeggeri, privi di sensi, imprigionati dalle lamiere contorte.
La richiesta restò disattesa adducendo mille formalità da esperire. Si effettuò la denuncia. Restammo in caserma fino a notte. Quando fui ascoltata, la prima cosa che mi fu detta mi lasciò totalmente frastornata : “…signora…lei lo sa…Isola delle Femmine è sotto la giurisdizione dei Lo Piccolo…” ; “…chi sono??” risposi io ignara di tutto.

Furono invitati a fare delle dichiarazioni sull’accaduto, dai titolari dell’impresa(Alamia-Bandiera) che ha realizzato le famose palazzine al capocantiere. I genitori di Antonio arrivarono dalla provincia di Messina, dove si erano portati qualche giorno prima per villeggiare.

5 AGOSTO 2007 h 1:30 circa
Le attività svolte dai carabinieri, portarono alla segnalazione di una Smart bianca…con targa prova posteggiata in un area custodita all’interno dell’aereoporto di Puntaraisi, regolarmente chiusa ed in ordine.
Mi chiedo:
- Perché, in prima battuta mi fu detto che le telecamere aeroportuali – all’interno di un parcheggio custodito - non funzionavano?!e successivamente questa verità viene rettificata: “…non esistevano telecamere in quell’area…” Quale tecnico, incaricato di progettare l’impianto per la sicurezza aereoportuale, avrebbe lasciato aree lacunose in termini di “controllo” !?
- Perché anche le telecamere poste all’uscita dello svincolo autostradale di Isola delle Femmine non funzionavano?
- perché la richiesta di destinare un elicottero alla perlustrazione dall’alto del territorio intorno al cantiere Calliope è stata disattesa?
- perché le unità cinofile non potevano essere poste in forza, annusando la camicia che Stefano aveva indossato la notte precedente alla scomparsa, per comprendere se effettivamente, raggiunto il parcheggio custodito presso l’aereoporto Falcone Borsellino(ex Puntaraisi!?)se ne fosse allontanato!?
- perché il 23 settembre 2007, Alessandra Zinniti di Repubblica scrisse:

Giallo ad Isola delle Femmine. Un testimone ha visto il sequestro
Incontratola, riferirà che c’era stata una fuga di notizie dalla Procura!!??
- perché nel mese di dicembre 2007 vengo raggiunta da una telefonata che m’informa di un video registrato da una telecamera a circuito chiuso…
Il video – a detta dell’informatore – è chiaro ed esaustivo per “…comprendere la dinamica di quanto accaduto in aeroporto…”
Riferito agli organi competenti, sarò liquidata semplicemente con: ”…non dia credito all’informazione…il soggetto è inaffidabile…”
- perché l’”avvistamento” di Barcellona è stato distribuito dai mass-media prima che effettivamente fossero stati rintracciati mio Figlio Stefano e/o il padre Antonio?
tanto rumore… non avrebbe solo accelerato l’allontanamento di chi – se fuggiva da
qualcosa o da qualcuno – deve solo continuare a sparire per salvarsi?
- perché mio Figlio Marco avrebbe riferito agli amici di sempre…che il giorno di Natale(2008) una telefonata lo avrebbe sconvolto tanto da farlo precipitare in uno stato di angoscia profonda…perché a me non ne fece cenno?
- perché ogni qualvolta mi trovo nel territorio di Isola delle Femmine succede qualcosa?!
Per esempio:
*Partecipo ad una manifestazione inneggiando alla Verità…Qualcuno mi avvicina e mi sussurra: “…signora…ancora i va cercannu?…avi ‘ca su sutta terra!…”
la mia auto è riconoscibilissima…tappezzata dalle foto di mio Figlio Marco, ucciso il 6 gennaio 2009 dal silenzio di chi sa e non parla!…Ebbene…
*Rientrata a Palermo, l’auto mi viene rubata nell’arco di dieci minuti.
La restituiranno dopo quattro giorni…laddove, grazie ad i giornalisti, ho informato i possibili “ladri” della volontà di regalare loro l’auto se mai ne avessero realmente bisogno…Faccio volontariato da tempo immemore ed, insieme ai mie Figli, abbiamo sempre donato ed aiutato il nostro prossimo!
Al momento del recupero dell’auto tutto è apparentemente in ordine!
N.B. L’auto è ancora accantonata per mantenere l’impegno nei confronti di chi l’ha rubata.
*Partecipo ad un convegno per la legalità - sempre ad Isola delle Femmine - colgo l’occasione per presentare alle scolaresche presenti EDEN PROJECT, il progetto pilota autosostenibile al quale lavoriamo da ben 5 anni per restituire dignità all’Uomo ed alla Natura…Ebbene…
• Intorno alle h 16:00, era l’11 dicembre 2009, mi arriva una telefonata dalla Colombia.
L’informatore del momento…pronto e solerte mi riferirà che mio Figlio Stefano è “sequestrato” dal padre Antonio, fuggito da realtà criminali siciliane grazie alla compiacenza di fazioni opposte(con esplicito riferimento a Matteo Messina Denaro che Antonio Maiorana “avrebbe potuto abboccare” a fronte di un momento edificatorio che vedeva la realizzazione di un albergo alla foce del Belice, grazie ad un contributo a fondo perduto pari a venti miliardi delle vecchie lire che la Regione Sicilia avrebbe erogato a favore di …Procreo…una società intestata ad Antonio e Stefano Maiorana – il notaio Li Puma ha i documenti camerali)…che continuerebbero a proteggerli…
Se mai contemplassero un rientro in Sicilia…la loro morte sarebbe sicura!
Va detto che, Antonio Maiorana, si rivolse a tanti nell’ambito regionale…da riferimenti nel messinese…al catanese…al trapanese(tra gli altri, a detta di mio Figlio Marco, anche tale Avv. Di Ganci a tutt’oggi è creditore di piu di Euro 850.000,00)
……………………………………………………………………………………………
Queste e tante altre contraddizioni!
Invito Tutti coloro che leggeranno questo pro-memoria, sintesi di quanto è accaduto i questi tre anni a suggerire una possibile Verità.
Sarà un vero e proprio sondaggio all’interno della Coscienza Collettiva…la stessa che qualche minuto prima dell’attentato alle Torri Gemelle in America…percepì che stava accadendo qualcosa di grave.
Con Amore Rossela Accardo


CALLIOPE il gran business del verde agricolo di Isola delle Femmine che diventa come d'incanto edificabile. Il cantiere di Isola delle Femmine controllato dalla MAFIA ( è dell’agosto del 2009 la notizia del sequestro dei beni all’imprenditore elettricista Pietro Cinà uomo di fiducia dei Lo Piccolo che all’interno del cantiere la Calliope aveva ottenuto l’appalto per l’impianto elettrico). Dopo il “colpo di mano” del Commissario ad Acta che si sostituisce al C.C. iniziano i lavori senza alcuna licenza , durante la gestione del “Sindaco” Portobello viene concessa il 1 giugno del 2005 la licenza edilizia, nel giugno del 2007 viene presentata alla C.E.C. la variante su tutti i 50 appartamenti, poi spariscono i Maiorana padre e figlio. Ne aveva parlato in un “acceso e sempre urlante” dibattito con il “Sindaco” il geometra ex oppositore (vedasi il comizio tenuto in piazza solo qualche mese prima delle elezioni) ed attuale V.P. del Consiglio geom Vincenzo Dionisi che lo accusava di essere stato l’artefice di...... ? L’incontro scontro, tra il “Sindaco” e attuale ex oppositore geom Vincenzo Dionisi, avvenne nella sala parrocchiale per ricordare il sacrificio del maresciallo Monteleone. I cittadini di Isola delle Femmine sono ancora in attesa di una risposta del “Sindaco” tesa a difendere l’onorabilità della Istituzione Comune Isola delle Femmine, circa la notizia che sull’affare Calliope “…… e ben 5 appartamenti ceduti a figli di ex amministratori locali per mettere a tacere ogni cosa e sistemare i documenti alla bisogna…”.( notizia del 17 dicembre 2008) Documentazione articoli vai a ……..
vai al link leggi:
-LA CALLIOPE E GLI APPARTAMENTI

-L'AFFAIR DELLA CALLIOPE Appartamenti ad amministratori?

-Calliope Alamia Bandiera Maiorana Isola delle Femmine

-Isola delle Femmine libera: la calliope la storia di una grande ...

-NuovaIsoladelleFemmine: L'AFFAIR DELLA CALLIOPE

-MISTERI Il 3 agosto l'imprenditore siciliano è sparito nel nulla ...

-Rossella Accardo Chi l’ha visto? 11/09 Maiorana/Ciancimino

-Rossella Accardo Gennaio/09 Chi l’ha visto?

-Rossella Accardo dopo i 2 anni dei Maiorana

-il mio weblog: la calliope una storia di verde agricolo

-diregiovani - l'affair della calliope ex amministratori ...

-il mio weblog: isola delle femmine la calliope emessa ordinanza di ...

-chi l'ha visto 4.2.08 maiorana calliope ...

-L'Errico: buona l'ultima?

-storie

-ciampolillopinoisoladellefemmine: LA CALLIOPE LA SPECULAZIONE ...

-Gli affari di don Vito al Nord riaprono il fascicolo su Alamia

-MAFIA: CIANCIMINO, I PIZZINI DI PROVENZANO E IL CASO MAIORANA

-Palermo/ Ciancimino interrogato sulla scomparsa dei Maiorana ...

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-'Basta subire'. Una lettera svela il giallo di Isola

-Giallo Maiorana un mese dopo riemerge la pista dell' omicidio

-Dalla truffa milionaria alla fuga in cantiere la chiave del mistero La lite con i soci, il trasferimento delle quote e un dossier che non si trova Le indagini

-Una taglia per le ricerche dei Maiorana 








http://calliopeisoladellefemmine.blogspot.it/2011/06/maiorana-1-agosto-palermo-dal-notaio-2.html






ALAMIA, CALLIOPE, Ciancimino, CINA'PIETRO, COMMISSARIO AD ACTA, GIUSEPPE E ANTONIO DI MAGGIO, LOPEZ, MAIORANA, ME SVIL, megna, SELINUNTE, VERDE AGRICOLO, ZIZO FRANCO, ZIZO GIUSEPPE,




Sigilli al patrimonio del costruttore Alamia. “Ha fatto carriera grazie a Cosa nostra” Alamia e il giallo dei Maiorana "... fare sparire due persone"